Impegnàti

Dichiarazione a un amico tra gli scaffali:

– Ah! Ho proprio voglia di leggere un libro impegnato, tipo Coehlo –

Datemi un tagliaunghie che mi uccido.

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Principess*

– Vorrei un libretto da colorare per mia nipote, ha tre anni –

– Ne abbiamo diversi, con gli animali, le fatine, i personaggi Disney… conosce qualche soggetto che le piace in particolare? –

– L’ultima storia che le è piaciuta è la Principessa col pisello! –

– … –

Gli stereotipi di genere ci fanno un baffo, e noi lo depiliamo con il silkepil! Evvivaaa!

Non è un paese per poeti

– Vorrei un consiglio… un libro di poesie, per un’amica –

Propongo Michele Mari.

– Ma c’è scritto morte sulla copertina… è il suo compleanno… –

Propongo la Candiani.

– Mmm… poeti più allegri non ne ha? –

– Eh, signora… poeti allegri ce ne son pochi! –

Sterzata brusca su Catalano, ma anche lui non convince. Interviene in corsa la mia collega con la Merini. Niente. Dopo attenta valutazione, la signora prende una decisione ferma, su due piedi:

– Prenderò questo Rimbambaud! –

Non è un paese per poeti.

Speciale Olimpiadi 

Sulle prime è indistinguibile da tutti gli altri. Non indossa una pettorina con numero, non ha maglie  che ostentano sponsor. Non fa esercizi di riscaldamento immediatamente riconoscibili mentre è in coda come gli altri, con il suo libro in mano. Solo, a stare molto attenti, si può vedere che allunga impercettibilmente gli sternocleidomastoidei per portare la testa più in alto, mentre i bulbi oculari spuntano fuori, periscopici, a valutare la lunghezza della coda e lo spazio di rincorsa. È un attimo dopo che scatta. Atletico, 9 parti di intenzione, 1 di muscolo, prevaricatore ma senza colpa – è un istinto – corre a passi laterali e incrociati distendendo il braccio che regge il libro. Gli attendenti si scostano religiosamente come le acque del mar Rosso, lo fanno passare. Quindi con gesto da discobolo lancia il libro. Che disegna una parabola perfetta. Che si dispone di taglio. Poi di spigolo. È un bestsellerone cartonato sovracopertinato patinatissimo. Pesa come una Madonna del Bernini. Quando atterra a qualche centimetro dall’ottuagenaria che sta ancora digitando il pin in cuneiforme sul tastierino, sposta una massa d’aria cospicua, che mi sventola le tonsille.

Bisogna dire Bravo, a questo punto. È l’unica. Far passare e servire con studiata lentezza tutti quelli che c’erano prima e al momento giusto aprirgli sul naso un dizionario della lingua italiana. 

Alla voce “coda”.

Le Cose

– Le occorre un sacchetto? –

– Oh sì che è un regalo! –

– Allora le faccio un pacchetto. Invece, un sacchetto per portarlo? –

– Sì un segnalibro ci vuole! –

– (…) – le do intanto un segnalibro.

– Rimane irrisolta, signora, la questione del sacchetto. Le occorre oppure no? –

– Non capisco… il segnalibro va benissimo… –

Allora: qui ci sono le cose. Le cose con le maniglie costano 5 centesimi. Le altre cose sono gratis. Prendete ciò che volete, usatelo come più vi fa felici e lasciate gli eventuali 5 centesimi nella mia bocca spalancata a imperitura meraviglia.